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	<title>Ecosystem S.p.A.</title>
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	<description>Nell&#039;Ambiente per l&#039;Ambiente</description>
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		<title>Lavora con noi</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 14:21:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La nostra azienda sta selezionando un ingegnere junior con esperienza anche minima nel settore sicurezza qualità ambiente. Nel suo ruolo si occuperà, in collaborazione con colleghi senior, di gestire i nostri sistemi di gestione integrata sicurezza qualità ambiente. Il candidato dovrà possedere i seguenti requisiti: Titolo di studio in Ingegneria, esperienza anche minima relativa alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nostra azienda sta selezionando un ingegnere junior con esperienza anche minima nel settore sicurezza qualità ambiente. Nel suo ruolo si occuperà, in collaborazione con colleghi senior, di gestire i nostri sistemi di gestione integrata sicurezza qualità ambiente. Il candidato dovrà possedere i seguenti requisiti: Titolo di studio in Ingegneria, esperienza anche minima relativa alla richiesta. </p>
<p>Inviare il CV a direzione-personale@ecosystemspa.com</p>
</div>
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		<title>Nuova autorizzazione Ecosystem S.p.A.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 07:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con grande piacere comunichiamo a tutti in nostri clienti che la Regione Lazio, con determina n. B00703 del 31.01.2012 ha rinnovato ed ampliato alla nostra società l&#8217;autorizzazione al trattamento, recupero, stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Da 32 anni la Ecosystem S.p.A. opera nel settore dello smaltimento, questa nuova autorizzazione premia tutti gli sforzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con grande piacere comunichiamo a tutti in nostri clienti che la Regione Lazio, con determina n. B00703 del 31.01.2012 ha rinnovato ed ampliato alla nostra società l&#8217;autorizzazione al trattamento, recupero, stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi.</p>
<p>Da 32 anni la Ecosystem S.p.A. opera nel settore dello smaltimento, questa nuova autorizzazione premia tutti gli sforzi e l&#8217;impegno dedicati al miglioramento e alla ricerca di nuove soluzioni e tecnologie. Consideriamo questo evento come un nuovo start-up, una nuova fase  di crescita sia per noi che per i nostri clienti/partner.</p>
<p>La nostra piattaforma si arricchisce così di numerosi nuovi codici C.E.R. e nuove operazione di smaltimento/recupero. Durante i nostri futuri incontri sarà nostra premura, illustrarvi e proporvi nuove reciproche opportunità.<br />
Lo staff Ecosystem S.p.A.</p>
<p>Vi ricordiamo che nell&#8217;area riservata ai clienti,  all&#8217;interno del sito, è disponibile il testo autorizzativo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SISTRI: ulteriore proroga al 30 Giugno 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un emendamento alla legge di conversione del Dl 216/2011 (cd. &#8220;Milleproroghe&#8221;), approvato nei giorni scorsi dalla Commissione Affari costituzionali e bilancio della Camera di Deputati, prevede l&#8217;ulteriore slittamento al 30 giugno 2012 degli obblighi operativi del SISTRI, il sistema di tracciabilità telematica dei rifiuti. La legge di conversione, già prevista fra le attività dell&#8217;Aula,  dovrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un emendamento alla legge di conversione del Dl 216/2011 (cd. &#8220;Milleproroghe&#8221;), approvato nei giorni scorsi dalla Commissione Affari costituzionali e bilancio della Camera di Deputati, prevede l&#8217;ulteriore slittamento al <strong>30 giugno 2012</strong> degli obblighi operativi del <strong>SISTRI</strong>, il sistema di tracciabilità telematica dei rifiuti. La legge di conversione, già prevista fra le attività dell&#8217;Aula,  dovrà essere approvata entro la fine di febbraio p.v..</p>
<p>Tale slittamento riguarda anche le piccole<strong> imprese</strong> <strong>artigiane</strong> <strong>sotto i 10 dipendenti</strong>, per le quali il sistema avrebbe dovuto diventare operativo da una data successiva al 1 giugno 2012 come da Decreto Sviluppo (legge n. 106/2011).</p>
<p>In sintesi, il termine di <strong>avvio dell&#8217;operatività del SISTRI diventa per tutti il 30 giugno 2012</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Proroghe in materia ambientale</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 15:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In tema di aggiornamento normativo, il giorno 29 dicembre 2011 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302  il Decreto-Legge 29 dicembre 2011, n. 216, cosiddetto decreto &#8220;milleproroghe&#8221;, contenente diverse proroghe in materia ambientale; elenchiamo quelle di interesse generale: - viene prorogato al 2 aprile 2012 il termine per la partenza dell&#8217;operatività del nuovo sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tema di aggiornamento normativo, il giorno 29 dicembre 2011 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302  il Decreto-Legge 29 dicembre 2011, n. 216, cosiddetto decreto &#8220;milleproroghe&#8221;, contenente diverse proroghe in materia ambientale; elenchiamo quelle di interesse generale:</p>
<p style="padding-left: 30px">- viene prorogato <strong>al 2 aprile 2012</strong> il termine per la partenza dell&#8217;operatività del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, il <strong>Sistri</strong> appunto, prima previsto per il 9 febbraio 2012. Viene mantenuta l&#8217;eccezione prevista a favore dei piccoli produttori di rifiuti pericolosi, per i quali il nuovo sistema di controllo non potrà scattare prima del 1° giugno 2012, mentre viene rinviato <strong>al 2 luglio 2012 l&#8217;avvio </strong>del sistema Sistri <strong>per le imprese agricole</strong>;</p>
<p style="padding-left: 30px">- slitta dal 1° gennaio 2012 <strong>al 1° gennaio 2013</strong> il divieto di conferire in discarica i rifiuti con Pci (acronimo di &#8220;potere calorifico inferiore&#8221;) superiore a 13.000 kJ/kg;</p>
<p style="padding-left: 30px">- viene rinviata<strong> al 31 dicembre 2012</strong> la soppressione delle Ato, le autorità d&#8217;ambito territoriale ottimali allo scopo di assicurare la continuità dell&#8217;erogazione dei servizi pubblici.</p>
<p>Il Decreto-Legge è entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, quindi il 29 dicembre u.s..</p>
]]></content:encoded>
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		<title>SISTRI: al via i test di funzionamento del sistema</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 11:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mailing List]]></category>

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		<description><![CDATA[Il neo ministro Clini aveva anticipato che sul progetto Sistri non vi sarebbe stata discontinuità d’approccio: da lunedì 12 dicembre e sino alla fine dell’anno, infatti, la sperimentazione delle componenti hardware e software, e in particolare delle semplificazioni già introdotte e di futura introduzione, diventerà un’attività permanente alla quale sono invitati a partecipare tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;">Il neo ministro Clini aveva anticipato che sul progetto Sistri non vi sarebbe stata discontinuità d’approccio: da lunedì 12 dicembre e sino alla fine dell’anno, infatti, la sperimentazione delle componenti hardware e software, e in particolare delle semplificazioni già introdotte e di futura introduzione, diventerà un’attività permanente alla quale sono invitati a partecipare tutti i soggetti obbligati al sistema dal 9 febbraio 2012. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Questo è quanto riportato nel comunicato non firmato pubblicato sulla home page del sito <a href="http://www.sistri.it/">www.sistri.it</a> da cui si evince come tale decisione sia stata presa nell’ultima riunione del Comitato di vigilanza e controllo del Sistri con un duplice scopo: ricevere eventuali suggerimenti di ulteriori semplificazione al già ampiamente modificato sistema di tracciabilità e consentire una familiarizzazione delle imprese con le funzionalità della piattaforma SISTRI. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">In tale fase è necessario che gli utenti operino in uno scenario reale, in parallelo al processo cartaceo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Inoltre, “<em>Ogni soggetto partecipante avrà modo, come avvenuto nei precedenti test, di far conoscere le proprie valutazioni sull’esito delle prove, compilando ed inviando un documento di feedback, il cui modello è scaricabile dal portale SISTRI. </em></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;"><em>I questionari compilati potranno essere inviati all’indirizzo e-mail </em></span><a href="mailto:supportotsupportotecnico@sistri.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"><em>supportotecnico@sistri.it</em></span></span></a><span style="font-size: small;"><em>, specificando nel campo oggetto la dicitura “questionario”. Visti i tempi stretti disponibili, potranno essere processati soltanto quelli inviati dal 2 al 13 gennaio </em></span>.&#8221;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Risulta, quindi, evidente da parte del ministero la disponibilità a semplificare il sistema e nel contempo la volontà di imprimere un’accelerazione e di rispettare l’imminente ennesima scadenza del 9 febbraio 2012. </span></p>
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		<title>Dal mondo SISTRI</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 16:57:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rosaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo le note vicissitudini estive, che hanno messo in seria discussione la sopravvivenza stessa del sistema, il ministero ha appena dato inizio ad una serie di test, finalizzati alla verifica delle componenti tecniche, con il condivisibile intento di pervenire ad una sua complessiva semplificazione. Il primo di tali test si è svolto il 24 ottobre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000">Dopo le note vicissitudini estive, che hanno messo in seria discussione la sopravvivenza stessa del sistema, il ministero ha appena dato inizio ad una serie di test, finalizzati alla verifica delle componenti tecniche, con il condivisibile intento di pervenire ad una sua complessiva semplificazione.<br />
Il primo di tali test si è svolto il 24 ottobre scorso nella totale indifferenza del mondo imprenditoriale, di quella platea di soggetti, cioè, che dovrebbe farne proprie le dinamiche in modo da essere pronta ad utilizzarlo in primavera.<br />
Una domanda si impone: perché le imprese, anche quelle a cui pure va riconosciuto un notevole sforzo nella fase di prima attivazione, si sono progressivamente allontanate dal Sistri?<br />
Tralasciando la cronica pessima comunicazione istituzionale del MATTM, che non fa menzione dei test nemmeno sul sito www.sistri.it, le ragioni di tale fallimento vanno ricercate in un clima di crescente incertezza e confusione che rende improponibile qualsiasi approccio pratico al sistema. Per dirla in modo chiaro: ad oggi, sul Sistri, non esiste un solo punto fermo.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000">Non è dato conoscere la data di avvio del sistema.</span></strong><span style="color: #000000"><br />
Le imprese fino a dieci dipendenti (che costituiscono gran parte dei soggetti obbligati) sono ancora in attesa del previsto decreto ministeriale che stabilisca il nuovo termine d’avvio del Sistri. La scadenza per l’emanazione era fissata all&#8217;11 settembre, ma a tutt&#8217;oggi del decreto non v’è traccia. Inoltre, è già iniziato, presso la commissione Ambiente della Camera dei deputati, l’esame di due identiche proposte di legge (3885 e 3989) che prevedono un ulteriore rinvio (il testo originario della norma ne proroga l’entrata in vigore, </span><span style="color: #000000"><span style="text-decoration: underline">per tutti i soggetti</span></span><span style="color: #000000">, al 1 gennaio 2012, data da ridefinire perché superata da successivi interventi legislativi).</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000">Non è dato sapere come funzionerà il sistema.</span></strong><span style="color: #000000"><br />
Sono in corso le previste verifiche tecniche delle componenti software e hardware del Sistri, finalizzate anche alla ”</span><span style="color: #000000"><em>eventuale implementazione di tecnologie di utilizzo più semplice rispetto a quelle attualmente previste”</em></span><span style="color: #000000">. Si aggiunga a ciò la proposta di legge n. 4653, già all’esame della commissione Ambiente della Camera, in cui un non meglio identificato Sistema elettronico per il controllo dei rifiuti lungo la loro intera catena di gestione, genericamente denominato «Sistema» e tutto da definire, sostituisce il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) abrogato ai sensi del medesimo provvedimento (sic!).</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000">Non è dato conoscere quali sono i rifiuti soggetti a tracciabilità elettronica.</span></strong><span style="color: #000000"><br />
Tra le novità annunciate a fine estate, v’è attesa anche per un ulteriore decreto ministeriale, il quale dovrà fornire indicazioni circa le “</span><span style="color: #000000"><em>tipologie di rifiuti, alle quali, in considerazione della quantità e dell’assenza di specifiche caratteristiche di criticità ambientale, sono applicate, ai fini del SISTRI, le procedure previste per i rifiuti speciali non pericolosi”</em></span><span style="color: #000000">.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000">Non è dato conoscere i soggetti obbligati al sistema.</span></strong><span style="color: #000000"><br />
In questo clima di imperante incertezza, vacillano anche i capisaldi stessi del sistema, che volevano assoggettati al Sistri tutti i gestori professionali di rifiuti speciali, a qualsiasi titolo coinvolti. Anche per trasportatori e recuperatori di rifiuti speciali, fino ad oggi saldamente vincolati al sistema, si aprono, infatti, spiragli per un possibile esonero. Tra le proposte di legge in esame alla Camera, la n. 4370 esclude dal novero dei soggetti obbligati “</span><span style="color: #000000"><em>le imprese o gli enti […], indipendentemente dal numero dei dipendenti, qualora esercitino esclusivamente attività di produzione, raccolta e trasporto, operazioni di recupero, commercio o intermediazione di rifiuti urbani e di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da rottami di ferro, acciaio o ghisa ovvero da rottami non ferrosi, eccetto i veicoli fuori uso messi in sicurezza, gli altri rifiuti derivanti dalle attività di autodemolizione e di rottamazione di veicoli fuori uso e i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche”</em></span><span style="color: #000000">.</span></p>
<p>Tutto questo per tacere di altre criticità non meno significative, quali il destino dei contributi già versati, il regime sanzionatorio ed il nodo da sciogliere su modalità e tempistiche per la comunicazione ambientale relativa all&#8217;anno corrente.<br />
Non può sorprendere, dunque, il comportamento attendista, quando non ostile, del mondo imprenditoriale italiano nei confronti del Sistri.<br />
Il destino di un sistema che dovrebbe costituire un presidio di legalità, da additare ad esempio ai partners europei, è nelle mani di un esecutivo che non riesce a fare chiarezza nemmeno sul &#8220;chi&#8221;, sul &#8220;come&#8221; e sul &#8220;quando&#8221;.<br />
Realizzato e gestito in un contesto che purtroppo balza agli onori delle sole cronache giudiziarie e nel quale la tutela dell’ambiente a volte pare essere l’ultimo dei problemi.</p>
<p><em><span style="color: #000000">(fonte: http://sistri.forumattivo.com/)</span></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Dlgs 121/2011 e i reati ambientali</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 13:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Dante Ortolani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mailing List]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il Decreto Legislativo n. 121 del 7 luglio 2011 è stata recepita nell&#8217;ordinamento italiano la Direttiva Europea 2008/99/CE sulla tutela penale dell&#8217;ambiente, andando ad estendere l&#8217;ambito di applicazione del Decreto Legislativo 231/01 sulla disciplina della responsabilità amministrative delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica. Con tale Direttiva il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il Decreto Legislativo n. 121 del 7 luglio 2011 è stata recepita nell&#8217;ordinamento italiano la Direttiva Europea 2008/99/CE sulla tutela penale dell&#8217;ambiente, andando ad estendere l&#8217;ambito di applicazione del Decreto Legislativo 231/01 sulla disciplina della responsabilità amministrative delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica.</p>
<p>Con tale Direttiva il Parlamento Europeo e il Consiglio hanno ritenuto necessario un rafforzamento della tutela dell&#8217;ambiente attraverso l&#8217;introduzione di sanzioni penali estese come misura indispensabile nella lotta e dissuasione contro le violazioni ambientali gravi.</p>
<p>Il Dlgs n. 121 del 7 luglio 2011 è entrato il vigore il 16 agosto 2011 e disciplina la responsabilità diretta delle aziende e degli enti in genere nei confronti dei reati ambientali aggiungendosi, ma senza sostituirsi, a quella delle persone fisiche che hanno effettivamente commesso il reato, già previste dalla normativa ambientale specifica di settore.</p>
<p>In questa logica, infatti, per alcuni importanti reati ambientali l’articolo 2 del Dlgs n. 121 del 7 luglio 2011 amplia la sfera di responsabilità in quanto coinvolge, in caso di violazioni, il patrimonio degli enti e gli interessi economici dei soci, finora esentati dalle conseguenze dei reati commessi da amministratori e/o dipendenti.</p>
<p>I principali aspetti sanzionatori previsti dal Dlgs n. 121 del 7 luglio 2011 sono:<br />
</p>
<ul class="ul_arrow_list">
<li><strong>sanzioni pecuniarie</strong> nei confronti degli enti nell’interesse o a vantaggio dei quali è stato commesso uno dei reati previsti;</li>
</ul>
<ul class="ul_arrow_list">
<li><strong>importanti e pesantissime sanzioni interdittive</strong> in casi particolari tra cui, a titolo di esempio, traffico illecito di rifiuti o discarica abusiva; l&#8217;articolo 19 al comma 2 prevede, infatti, l&#8217;interdizione dall’esercizio dell’attività; la sospensione o revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito; il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; l&#8217;esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi; il divieto di pubblicizzare beni o servizi;</li>
</ul>
<ul class="ul_arrow_list">
<li><strong>la confisca</strong>, in seguito alla sentenza di condanna, del prezzo o del profitto del reato o, qualora non sia possibile, di somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente. Tale sanzione, in realtà, non è espressamente indicata nel Dlgs n. 121 del 7 luglio 2011 ma è prevista nell&#8217;articolo 19 del Dlgs 231/2001, articolo la cui applicabilità non è esclusa o modificata dal decreto oggetto della presente informativa.</li>
</ul>
<p></p>
<p>Nel nuovo testo, il settore maggiormente colpito dalle sanzioni pecuniarie (misurate in “quote”) è quello dei rifiuti, ma non mancano analoghe sanzioni sugli scarichi industriali, sulle emissioni in atmosfera e in materia di bonifiche. Per completezza di informazione ricordiamo, tuttavia che la giurisprudenza, già prima del Dlgs 121/2011, ha iniziato ad applicare il Dlgs 231/2001 ai rifiuti (Cass. Pen. 234/2011 e Cass. Pen. 15657/2011).</p>
<p>Sulla base di tutte le precedenti considerazioni, le novità introdotte dal Dlgs 121/2011 costringeranno le imprese a valutare con molta attenzione la necessità di progettare un sistema di gestione del rischio ambientale, con il conseguente vantaggio di ridurre il rischio di commettere reati in campo ambientale a livelli ragionevoli.</p>
<p>Va comunque sottolineato il fatto che il Dlgs 121/2011, così come il Dlgs 231/2001 stesso, non sanciscono l&#8217;obbligatorietà di adozione di modelli organizzativi; tuttavia la Corte di Cassazione ha affermato che “<em>la mancata adozione dei modelli organizzativi in presenza dei presupposti oggettivi e soggettivi indicati dalla legge (reato commesso nell&#8217;interesse o a vantaggio della società e posizione apicale dell&#8217;autore del reato) è sufficiente a costituire quella rimproverabilità di cui alla relazione ministeriale del decreto legislativo e ad integrare la fattispecie sanzionatoria, costituita dall&#8217;omissione delle previste doverose cautele organizzative e gestionali idonee a prevenire talune tipologie criminose</em>”.</p>
<p>Di conseguenza è ormai indispensabile che le imprese si adoperino affinché i rifiuti siano “gestiti e tracciati” in conformità a quanto previsto dal Dlgs 152/2006 (parte IV), e non con prassi derivate da consuetudini, e la disciplina “231” diventi parte integrante dell&#8217;organizzazione e gestione aziendale facendo così emergere nuove responsabilità “ambientali” all&#8217;interno della stessa organizzazione.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il ritorno del Sistri</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 16:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Dante Ortolani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La manovra per il “recupero” del SISTRI, dopo il via libera del Senato, ha ottenuto anche la fiducia da parte della Camera dei Deputati, per cui si appresta a diventare Legge, fissandone una nuova data di partenza: il 9 febbraio 2012. Tale data segnerà l&#8217;inizio per tutti. Un&#8217;unica eccezione è prevista per i piccoli produttori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La manovra per il “recupero” del SISTRI, dopo il via libera del Senato, ha ottenuto anche la fiducia da parte della Camera dei Deputati, per cui si appresta a diventare Legge, fissandone una nuova data di partenza: il 9 febbraio 2012.</p>
<p>Tale data segnerà l&#8217;inizio per tutti. Un&#8217;unica eccezione è prevista per i piccoli produttori di rifiuti pericolosi che hanno fino a 10 dipendenti. Per questi sarà un decreto del ministero dell&#8217;Ambiente a decidere la data di partenza, che comunque non sarà antecedente al 1° giugno 2012.</p>
<p>Gli operatori che producono “esclusivamente” rifiuti soggetti al ritiro obbligatorio da parte dei vari Consorzi per il recupero di pneumatici, imballaggi, batterie, oli minerali, ecc. potranno delegare a questi ultimi gli adempimenti SISTRI da onorare.</p>
<p>Inoltre, un decreto ministeriale dovrà individuare i materiali privi di “criticità ambientale”, significato ancora da chiarire in quanto quest&#8217;ultima non è mai contemplata dalla legislazione tecnica di settore e nemmeno dalla legislazione UE.  Gli eventuali rifiuti pericolosi considerati privi di criticità ambientale, una volta inseriti nel futuro decreto ministeriale, non dovranno essere tracciati con il SISTRI.</p>
<p>Fino al 15 dicembre prossimo, inoltre, il ministero, attraverso il Concessionario Sistri, garantirà una completa revisione dei sistemi hardware (acceso al sistema, suo utilizzo, ecc.) e software (chiavetta usb, black box) eventualmente anche per implementare il sistema con tecnologie di più facile utilizzo (il che potrebbe portare anche alla soppressione della problematica chiavetta e alla sua sostituzione con Id e password). A questo scopo sono previsti dei test di funzionamento da effettuare in collaborazione con le associazioni di categoria. Tutto questo fa capire che l&#8217;effettiva partenza il 9 febbraio prossimo potrebbe non essere garantita.</p>
<p>Nel frattempo, i registri e i formulari rimangono l&#8217;unico strumento certo per garantire la tracciabilità dei rifiuti.</p>
<p>(Fonte: “Il Sole 24 Ore” del 14 settembre 2011, p. 18)</p>
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		<title>La dismissione dei cespiti</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 16:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Dante Ortolani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quali sono le strade da percorre nel caso in cui un&#8217;azienda o un imprenditore si trovi a dismettere dei cespiti? E&#8217; possibile scegliere deliberatamente di eliminare dal proprio patrimonio aziendale un determinato bene: per esempio, una sedia rotta oppure un computer distrutto, o macchinari obsoleti? &#8220;Si, superando la presunzione di cessione! A tal proposito la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quali sono le strade da percorre nel caso in cui un&#8217;azienda o un imprenditore si trovi a dismettere dei cespiti? E&#8217; possibile scegliere deliberatamente di eliminare dal proprio patrimonio aziendale un determinato bene: per esempio, una sedia rotta oppure un computer distrutto, o macchinari obsoleti?</em></p>
<p><strong>&#8220;Si, superando la presunzione di cessione! A tal proposito la legge prevede diverse opzioni&#8221;</strong></p>
<h3>Distruzione Fiscale</h3>
<p>È richiesto di inviare, almeno cinque giorni prima della data prevista per la distruzione, una comunicazione all’Agenzia delle Entrate, nella quale occorre precisare data e luogo in cui avverrà la distruzione (in genere l&#8221;impianto di smaltimento), le modalità della stessa, una descrizione dei beni e il loro valore, determinato sulla base del costo storico.</p>
<p>Un funzionario si presenterà dunque alla data stabilita per assistere all’eliminazione, e redigerà un verbale in cui attesterà il verificarsi della stessa.<br />
Rispettando questi adempimenti, la presunzione di cessione è superata e il valore non ancora ammortizzato dei beni può essere portato in deduzione del reddito d’impresa.</p>
<h3>Vendita conto rottamazione</h3>
<p>Nel caso in cui si tratti invece di eventi ben più insignificanti (si pensi all’eliminazione di pc, stampanti, fotocopiatrici, fax) casi che nelle grandi aziende si verificano magari con cadenza quotidiana esiste una soluzione notevolmente più semplice.</p>
<p>Si tratta di far valutare i beni da rottamare ad un&#8217;azienda specializzata con il fine ultimo di recuperare il materiale (metallo, legno, carta, ecc.), fatturando regolarmente la vendita dei cespiti.</p>
<p>La legge è rispettata in quanto il bene è autenticamente uscito dal patrimonio aziendale .</p>
<p>Qualsiasi sia la vostra scelta, la nostra azienda con 30 anni di esperienza, nel settore del recupero, dello smaltimento, della rottamazione e delle distruzioni fiscali assistite sarà in grado di soddisfarla.</p>
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		<title>Con Decreto Legge 13 agosto 2011 n° 138 il Sistri è abolito</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 23:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Dante Ortolani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mailing List]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 188 il Decreto Legge 13 agosto 2011 n° 138 recante “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo“. Il provvedimento entra in vigore da sabato 13 agosto e se non sarà convertito in legge entro 60 giorni perderà la sua efficacia. Nello specifico il D.L. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 188 il Decreto Legge 13 agosto 2011 n° 138 recante “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo“. Il provvedimento entra in vigore da sabato 13 agosto e se non sarà convertito in legge entro 60 giorni perderà la sua efficacia.</p>
<p>Nello specifico il D.L. 138/2011 all&#8217;art. 6 comma 2 dispone che dal 13 agosto 2011 l&#8217;intero Sistema di tracciabilità dei rifiuti viene totalmente abolito.</p>
<p>Inoltre sempre all’art. 6 ma al comma 3, viene precisato che resta ferma l’applicabilità delle altre norme in materia di gestione dei rifiuti; in particolare quelle riferite alla tenuta dei registri di carico e scarico e del formulario di identificazione rifiuti.</p>
<p>Dopo i numerosi decreti di modifica, non più una nuova proroga quindi, ma l’abolizione dell’intero sistema.</p>
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